Samadhi

Luciano Regoli e Nanni Civitenga entrarono a far parte dei Samadhi gruppo ricco di musicisti importanti come Stefano Sabatini (ex Free Love e, nello stesso tempo in cui fece parte dei Samadhi, aveva creato una band dal nome Kaleidon), Ruggero Stefani (ex Fholks e Uovo di Colombo), Aldo Bellanova (ex teoremi) e due componenti che rispondevano ai nomi di Sandro Conti (impegnato alla batteria) e al flautista e concertista Stevo Saradzic (si impegnò anche nella direzione dell’orchestra in seno all’omonimo album della band romana). La formazione abbandonò le viscerali sacralità del rock urbano, del progressivo tanto in voga nei primi anni settanta, e confezionò un album raffinato, dai toni sognanti, dalle cangianti autorità jazzistiche, la voce di Regoli si adattò e si amalgamò a quei difficili riti eleganti della musica d’avanguardia, le cui liriche furono tratte dal libro di poesie “..Fiori di ieri…Fiori di domani” dello scrittore/attore di teatro Enrico Lazzareschi. I testi poetici si intrecciarono alle forme colte dei tasti fusion di Sabatini, come pure l’alto potere evocativo delle istanze ritmiche di Sandro Conti e Aldo Bellanova sostennero gli arpeggi acustici ed elettrici di Nanni Civitenga.
Un supergruppo, quello dei Samadhi, affiatatissimo che concepì e si diresse verso lidi avanguardistici d’alto sentire. Le diramazioni musicali preferite dai due musicisti autori (Bellanova-Sabatini) scavarono a fondo nei retaggi del jazz-rock che stava prendendo piede proprio in quegli anni nella nostra Italia giovanile. Tastiere a tutto spiano, evidenti trasformazioni vocali di Luciano Regoli e il suo acuto canto in “L’ultima spiaggia”, dove il lungo vocalizzo arricchisce la traccia, fecero di quel trentatre giri una perla purtroppo persa in un oceano in preda alla distruzione. Le parti dei fiati agirono brillantemente negli spazi onirici di un viaggio terminato molto presto. Il 33 giri venne licenziato alla Fonit Cetra nel 1974 mal pubblicizzato poiché la casa discografica diede importanza al battage indirizzato agli ex Osanna, vale a dire agli Uno formati da Elio D’Anna e da Danilo Rustici.
Lo splendido “Samadhi” passò inosservato malgrado da esso si poterono trarre valide congetture di musica mediterranea lontana dai crismi musicali di riferimento stranieri. Al gruppo non restò che sciogliersi. Luciano Regoli fu contattato, dopo lo scioglimento dei Samadhi, dal Rovescio della Medaglia e dai Goblin, ma rifiutò poiché stanco del business che circondava la sua vita e, da spirito libero, si ritirò presso l’Isola d’Elba, dove si dedicò alla pittura.

Raccomandata con Ricevuta di Ritorno < | > DGM